L’IPNOSI PROGRESSIVA

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L’IPNOSI REGRESSIVA: permette di vivere momenti di vera e propria catarsi in grado, a volte anche inaspettatamente, di favorire la risoluzione di problematiche presenti

Il parere dell’esperto,  Attilio Maria Scarponi (info)


Parlando di ipnosi regressiva è importante accennare ad un fenomeno oggi molto diffuso e richiesto: la regressione a vite precedenti.

 La regressione, in questo caso, viene utilizzate   per vivere esperienze emotive e coinvolgenti   che si svolgono nel tempo e nello spazio in luoghi ben distanti  dalla vita presente. Il tema dell’ipnosi regressiva è da tempo al centro di un dibattito circa la validità e la verità di queste esperienze.

Diversi autori propongono visioni differenti circa queste esperienze ipnotiche e forniscono diverse tipologie

di   spiegazione che possono essere così sintetizzate:

_ Ipnosi regressiva come un momento o di fantasticheria o di fantasia, ove le immagini e le scene percepite non sono nient’altro che una costruzione fantasiosa del soggetto  senza nessuna possibilità di una dimensione di realtà.

_ Ipnosi regressiva come un’esperienza in cui si manifestano immagini, suoni, sensazioni celate alla  nostra normale consapevolezza da una condizione di criptoamnesia. In sostanza, si tratterebbe di esperienze vissute nella vita presente e poi dimenticate. Durante l’esperienza regressiva si ha pertanto  l’impressione di vivere qualcosa di nuovo  che in realtà è stato semplicemente dimenticato.

_ Ipnosi regressiva come esperienza spirituale – religiosa, magari correlata con il concetto di  karma individuale. In questa visione  delle cose  sarebbe possibile rivivere reali esperienze appartenute a vite  passate.

_ Ipnosi regressiva come esperienza in grado di slatentizzare geni o memi (unità genetiche di memoria, ammettendo che esistano nella forma proposta)   contenenti cellule di informazione rimaste inattive lungo il percorso filogenetico e ontogenetico degli  individui. In questo modo si ipotizza che alcune informazioni appartenenti alla storia della nostra +  evoluzione si possano attivare nel momento presente.

L’ipnosi regressiva tuttavia non appartiene al dominio della scienza fisica e quindi , dal punto di vista puramente scientifico, ciascuna di queste quattro ipotesi è passibile di critica in quanto, attualmente, nessuno può dimostrare in modo scientificamente valido l’attendibilità di una spiegazione rispetto alle altre.

Il nostro punto di vista di counsellor  si occupa più dell’aspetto concreto e pratico piuttosto che di fornire spiegazioni teoriche ed è quindi a queste relativamente  indifferente e perlopiù è il cliente a scegliere quella che è più consona con la sua visione del mondo.

Ciò che è assolutamente vero e assolutamente terapeutico è l’attivazione emotiva che si genera in questo tipo di esperienza, permettendo al cliente di vivere momenti di vera e propria catarsi in grado, a volte anche inaspettatamente, di favorire la risoluzione di problematiche presenti.

Per tale motivo vivere e far vivere un’esperienza di ipnosi regressiva è un momento che coinvolge il counsellor in modo estremamente emotivo ed egli deve essere in grado di saper gestire, in assenza di giudizio di sorta, ogni manifestazione che il cliente andrà a vivere. Bisogna pertanto che il counsellor si senta sufficientemente efficace a gestire momenti emotivi estremamente forti in modo da garantire al cliente una accoglienza e un accadimento adeguato all’emozione provata.

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